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In uso sperimentale · 4 min

Cortex: quando un'altra opinione non basta

Ho costruito un sistema per trasformare una decisione confusa in domande, rischi e alternative utili. Se non trova un contributo concreto, non aggiunge rumore.

Come si evita che l'AI dia una risposta sensata e verosimile ma non abbastanza pertinente, proprio quando la decisione conta?

Il problema concreto

Quando devi decidere se assumere, cambiare prezzo, costruire un prodotto o fermarne uno, raramente ti manca un'opinione. Ti manca il punto di vista che fa emergere il rischio ignorato o la domanda che nessuno ha fatto.

Con l'AI il problema si amplifica. Una domanda generica produce spesso una risposta ordinata, convincente e prevedibile. La forma è buona, ma la decisione resta identica.

L'obiettivo

Cortex nasce per far lavorare l'AI come un interlocutore che mette alla prova una scelta, non come una macchina che allunga l'elenco dei pro e dei contro.

Il risultato atteso è concreto. Dopo averlo usato deve cambiare almeno una cosa: una domanda da verificare, un rischio da presidiare, l'ordine delle mosse o la decisione stessa.

Che cosa ho costruito

Ho raccolto centinaia di modi utili di affrontare un problema e li ho trasformati in istruzioni applicabili. Cortex parte dalla decisione reale, cerca pochi approcci pertinenti e chiede al sistema di usarli sul caso specifico.

Non mostra teoria per fare scena. Ogni approccio deve produrre una conseguenza pratica. Se non la produce, viene scartato. Se nessuno aiuta, Cortex si ferma.

Che cosa mostrano le prove

Cortex è già in uso nel mio sistema di lavoro per decisioni di strategia, prodotto e organizzazione. In un confronto interno in cieco su 36 casi, le risposte costruite con il suo aiuto sono state preferite 11 volte, contro 7 della versione senza Cortex.

Il risultato più importante riguarda il rumore. In 12 casi preparati apposta per non richiedere un punto di vista aggiuntivo, il sistema ha scelto correttamente di non intervenire 12 volte su 12. È un test interno, non una promessa universale, ma conferma che saper tacere può essere progettato e misurato.

Che cosa sto ancora migliorando

La parte difficile resta trovare l'approccio giusto quando il problema è raccontato con parole molto diverse da quelle presenti nella raccolta. Nell'ultima prova, un candidato utile è arrivato alla selezione finale in 11 casi su 24. È un progresso, ma non è abbastanza.

Il lavoro adesso è rendere Cortex più bravo a capire come le persone descrivono davvero i problemi. Finché quel numero non cresce, resta un sistema utile ma sperimentale, non una macchina infallibile per prendere decisioni.